Seguici    
Accedi
 

Buon compleanno AIE. L`11 settembre l`Associazione Italiana Editori compie 150 anni

 Buon compleanno AIE. L`11 settembre l`Associazione Italiana Editori compie 150 anni

 

La proiezione di un filmato di sette minuti realizzato da Rai Cultura per festeggiare i “150 anni di libri. 150 anni di storia d’Italia”, aprirà le celebrazioni per il compleanno dell’Associazione Italiana Editori (AIE) l’11 settembre alle 11.00 nella sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica a Roma.

L’evento, che si svolgerà alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e che vedrà riuniti editori, scrittori, giornalisti e rappresentanti dell’industria e della politica culturale, sarà coordinato da Paolo Mieli ed introdotto da un intervento del presidente dell’AIE, Riccardo Franco Levi su “Essere editore: libertà e speranza”. A seguire prenderanno la parola il professor Gian Arturo Ferrari, la senatrice Elena Cattaneo e lo scrittore Alessandro Baricco per raccontare, ciascuno dal suo punto di vista, come il nostro Paese sia cresciuto insieme all’editoria e quanto questa abbia contribuito a far crescere l’Italia e gli italiani.

Fondata il 17 ottobre 1869, AIE è infatti la più antica associazione di categoria italiana, socia fondatrice nel 1910 di Confindustria. Riunisce gli editori italiani – e quelli stranieri attivi in Italia – di libri, riviste scientifiche, prodotti e contenuti dell’editoria digitale. Sul piano internazionale, nel 1896, a Parigi, ha partecipato alla fondazione dell’International Publishers Association (IPA) e nel 1967 della Federation of European Publishers (FEP).

A riconoscimento dell’attività di AIE e dei suoi 150 anni, il Ministero dello Sviluppo Economico ha decretato l’emissione di una carta di valore postale: sempre l’11 settembre è prevista la presentazione del francobollo celebrativo.

Il maggior merito, vorremmo dire la maggior gloria, dell’editoria italiana nel dopoguerra è stato la difesa della libertà di espressione”. Così ha voluto sottolineare Gian Arturo Ferrari nel suo intervento “Una difesa – ha continuato Ferrari –non a parole, ma nei fatti. L’episodio di maggior rilievo è stato senza dubbio la pubblicazione nel 1957 del Dottor Zivago di Boris Pasternak, che diede alla nostra editoria un rilievo mondiale. Il capolavoro, ferocemente avversato dall’autorità politica del suo Paese, poté vedere la luce prima in Italia e poi nel resto del mondo solo grazie all’impegno e al coraggio di un editore italiano, Giangiacomo Feltrinelli. Nel 1989 fu ancora un editore italiano, Mondadori, l’unico al mondo a pubblicare I versi satanici di Salman Rushdie dopo la condanna a morte promulgata dall’ayatollah Khomeini. Gli editori italiani il loro esame di maturità l’hanno passato”.

 

Nel suo intervento in cui si ripercorrono i primi 150 anni dell’AIE, Gian Arturo Ferrari ha ricordato che “molti esaltano il miracolo italiano del secondo dopoguerra, ma pochi ricordano lo sforzo immane dell’Italia postunitaria per uscire da una spaventosa arretratezza, per entrare nella modernità. Per restare ai libri, mancavano al nostro Paese tutti gli ingredienti fondamentali che avevano cambiato il volto dell’editoria in Francia, Gran Bretagna e Germania”. E, tuttavia, “tutto questo non spaventò gli 86 fondatori della Associazione libraria italiana. Giuseppe Pomba, Casimiro Bocca, Gaspero Barbèra, Felice Le Monnier, Edoardo Sonzogno, Nicola Zanichelli, Emilio Treves e tutti gli altri erano gente decisa, ostinata nella difesa dei propri interessi, ma che sapeva anche guardare lontano. Per questo appena se ne presentò l’occasione aderirono alle organizzazioni internazionali, prima mondiale e poi europea degli editori. Sempre per questo nel 1910 si posero tra i fondatori di Confindustria. Ribadivano che quella dei libri era un’industria e che l’industria editoriale italiana si ispirava ai modelli internazionali”.

“Non abbiamo futuro se non mettiamo l’istruzione, la conoscenza, il sapere al centro dell’agenda politica nazionale. Dunque: scuola, scuola, scuola. Dalle scuole materne all’università, dagli istituti di ricerca all’educazione ricorrente degli adulti”. Con queste parole il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi ha sottolineato l’assoluta priorità dell’associazione. Un’urgenza confermata dai dati italiani nel libro bianco Sfida al futuro e dalla ricerca commissionata a un pool di ricercatori dell’Università di Bologna e del Piemonte orientale, “che – ha spiegato - conferma una volta di più il valore, anche economico, della lettura”

Tags

Condividi questo articolo