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Clara Usón, L’assassino timido


Apparentemente l'oggetto  dell'Assassino timido di Clara Usón, pubblicato da Sellerio nella traduzione di Silvia Sichel, è la vita di Sandra Mozarovski, un'attrice di horror erotici morta nel 1977 a soli diciotto anni in seguito a una caduta dal balcone. Si disse che si era trattato di un suicidio, ma forse Sandra aveva una relazione con il re Juan Carlos, era rimasta incinta di lui e fu eliminata dai servizi segreti. A Usón non interessa il giallo intorno alla fine di questa sfortunata ragazza; è affascinata dalla sua figura e la usa come specchio di un'epoca (racconta che gli ultimi anni di franchismo furono caratterizzati in Spagna da un desiderio di libertà che si tradusse sul piano cinematografico in film in cui si vedevano le tette) e soprattutto come specchio di sé. Sandra ha solo tre anni più di Clara e non sono molti di punti di contatto tra loro, eppure in questo romanzo la parte autobiografica ha un grosso rilievo: si va dalla constatazione iniziale ("sono stata giovane in un'epoca in cui anche il futuro sembrava giovane e nuovo") alla descrizione della tormentata figura della propria madre ("una donna sposata e con prole nella Spagna di Franco poteva giocare solo a mamma e papà"), al racconto del ricovero psichiatrico subito. Oltre alla propria persona e a quella dell'attrice  nel libro si affaccia un'altra figura dolente: è quella di Ludwig Wittgenstein, filosofo molto amato dalla narratrice, che riflette sui suoi principi e insieme ne ricostruisce la vita, dal suicidio di tre dei fratelli alla scrittura del Tractatus, dalla rinuncia al proprio patrimonio alla scelta di insegnare ai bambini pur detestandoli. Labirintico e illuminante.

"Sono stata giovane in un'epoca in cui anche il futuro sembrva giovane e nuovo, non un vano protrarsi di anni tristi che si trascinano e sanno di polvere e chiuso. Io e i miei contemporanei eravamo convinti che avremmo avuto una vitaq migliore, più propspera, più libera di quella dei nostri genitori, che rinnegavamo, di cui ci vergognavamo come se li considerassimo colpevoli di essere cresciuti e vissuti sotto una dittatura"

Clara Usón è nata nel 1961 a Barcellona. Autrice di sei romanzi, all’esordio nel 1998 ha vinto il Premio Lumen e nel 2009 il Premio Biblioteca Breve Seix Barral con Corazón de napalm. 
 

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