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Gianluigi Ricuperati, Est

Mentre il suo matrimonio si avvia verso la conclusione con tutti i dolorosi strascichi che questo comporta, un fotografo quarantenne viene chiamato per un colloquio nel “più inusuale ufficio di post produzione cinematografica che si possa concepire”. Al numero 99 di Piccadilly a Londra, sotto la direzione del misterioso Igor, si lavora a un film girato in tre anni e incentrato sulla vita dello scienziato russo Vernadskji; serve qualcuno che documenti l’impresa. È questo lo scenario entro cui si sviluppa il nuovo romanzo di Gianluigi Ricuperati, Est pubblicato da Tunuè. Tra la perdita del suocero, un nuovo amore, vari stimoli creativi, l’uomo cerca di reinventare la propria identità. Ispirato, con ampi margini di fantasia, alla storia di Dau, il film/installazione realizzato dal cineasta russo Ilya Khrzhanovsky, uno dei progetti di video arte e filmografia più innovativi del nostro tempo e al lavoro del fotografo Stefano Graziani, definito dall'autore "uno scopritore di connessioni".

Gianluigi Ricuperati è nato a Torino il 13 agosto 1977. Dopo saggi usciti per Bollati Boringhieri e Laterza, esordisce nel romanzo con Il mio impero è nell’aria (minimum fax 2011) a cui seguono La produzione di meraviglia (Mondadori 2013), edito in Francia da Gallimard, e La scomparsa di me (Feltrinelli 2017). Già direttore creativo della Domus Academy, è fondatore dell’Institute for Production of Wonder, che svolge lavoro di ricerca e comunicazione per istituzioni pubbliche e private. Scrive sulla Repubblica, Il Foglio e altre testate.

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