Seguici    
Accedi
 

IL CULTO DEI MORTI. USI E COSTUMI DELL`ANTICA ROMA

Le unità audiovisive dal titolo comune "Usi e costumi dell`antica Roma" propongono uno sguardo sulla vita quotidiana dei Romani, allo scopo di far uscire il latino dalle aule scolastiche, dai libri di grammatica o di versione e calarlo nella dimensione concreta di lingua viva, funzionale alla comunicazione di tutti i giorni.
L`architetto Giancarlo Rossi, in uno studio virtuale che riproduce il cimitero di Pompei, parla dello svolgimento dei riti funebri presso gli antichi Romani. "Conclamatum est" - "è stato chiamato" - è la formula ufficiale volta ad indicare che il moribondo ha esalato l`ultimo respiro. I libitinarii, i servi del tempio di Venere Libitina, sono gli addetti al rito funebre. Il pollinctor, l`untore, è colui che cosparge di unguento il cadavere, che verrà poi rivestito con una "toga praetexta", solo se il defunto è un senatore, altrimenti con una "toga candida".
Le immagini di un sarcofago in marmo di età imperiale mostrano il cadavere posto su una lettiga: attorno vi sono i tibicines (suonatori di flauto), i cornicines (suonatori di corno) e le prefiche, donne pagate per intonare le nenie funebri. Il rito comprende poi la laudatio, l`orazione in onore del defunto. Infine il si brucia il cadavere, fuori dalle mura della città. Le ossa vengono raccolte in un`urna e la cerimonia si scioglie con queste parole: "Aeternum vale! Ire licet!". Ossia: "Addio per sempre! Possiamo andare!".

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo