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IL DESIGN E IL MERCATO GLOBALE. LEZIONI DI DESIGN

Dopo l`età d`oro del design italiano, il crollo generalizzato dei consumi alla fine degli anni Ottanta, il naufragio del settore edilizio, l`irruzione delle politiche di marketing nella grande distribuzione hanno trasformato il panorama del mercato e avvicinato le problematiche dell`arredamento a quelle di altri settori produttivi. La nuova realtà è quella di un mercato globale dove contano, da un lato, le strategie economiche delle grandi multinazionali, dall`altro la capacità dei Paesi emergenti di reclamare una propria identità culturale che si leghi alle tradizioni locali. Industria e progettisti devono adeguarsi a queste dinamiche, per capire perché si preferisca un prodotto anziché un altro, mentre il linguaggio stesso delle forme dovrà evitare un`omologazione totale. Il design italiano ha saputo seguire queste tendenze, soprattutto con grandi aziende come Alessi, Driade, Cappellini e Swatch che, sebbene svizzera, è stata per molti anni sotto la direzione di Alessandro Mendini.
In studio, Ugo Gregoretti ospita l`architetto Antonio Citterio. Egli sottolinea come, mentre nel design esiste una forte identità stilistica italiana, riconosciuta in tutto il mondo, per quanto riguarda l`architettura, i nostri progettisti hanno realizzato grandi opere all`estero e pochissimo nel nostro Paese. Nello stesso tempo, l`Italia resta un luogo privilegiato per molta sperimentazione e quindi numerosi artisti internazionali giungono qui per proporre nuovi progetti. È il caso del designer francese Philippe Starck e dell`architetto Jean Nouvel, dei quali ascoltiamo la testimonianza. L`unità si conclude con una scheda sulla sedia "S-Chair" (1990) dell`artista inglese Tom Dixon, prodotta da Cappellini. Giulio Cappellini spiega come si è arrivati al prodotto industriale partendo da un oggetto artistico.

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