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L`Europa dei padri fondatori

L'unificazione dell'Europa ha radici lontane e nobili. Viene pensata per la prima volta tra le due guerre, quando un conte cosmopolita, con radici tra la Mitteleuropa e l'Asia, Richard Nikolaus Coudenhove-Kalergi, la chiede a gran voce per evitare ulteriori immani tragedie, come quelle scatenate dalla Grande Guerra.

Inascoltato, occorrerà un secondo conflitto mondiale e l'orrore dei campi di sterminio perché gli Stati nazionali depongano almeno in parte le loro velleità di supremazia, e lascino corso a ideali di pace e di condivisione che, sotterraneamente, hanno sempre trovato corso in alcune élite.

A raccogliere la sfida, sono alcuni uomini che provengono da zone di faglia, funestate da guerre secolari, come il francese Robert Schuman o il trentino Alcide De Gasperi; visionari cosmopoliti come il visionario Jean Monnet, o grandi cancellieri come Konrad Adenauer. O anticipatori come Altiero Spinelli.

E' grazie alla loro visione se nella prima metà degli anni Cinquanta, fino a quando l'eco della guerra si allontana e tornano le gelosia nazionaliste, in Europa si assiste ai primi esperimenti di unificazione, che passano anche dalla speranza di creare un esercito comune di difesa, e la condivisione di risorse strategiche come il carbone e l'acciaio. Sono le premesse per gli sforzi futuri, che ancora ci parlano di un idealismo di cui non possiamo non avvertire la mancanza.

LIBRO: Per la pace perpetua, Immanuel Kant, Feltrinelli, 2013

LUOGO: qualsiasi luogo dove corre una frontiera

FILM: One Day in Europe, Hannes Stöhr, 2005

 

L’EUROPA DEI PADRI FONDATORI 
con Fulvio Cammarano
di Massimiliano Griner