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Giornata internazionale delle persone con disabilità

Il 3 dicembre è stata denominata la Giornata Internazionale della disabilità e a Palazzo Chigi si è svolto un convegno a riguardo, per fare il punto della situazione e che ha visto coinvolti tutti gli attori del settore. L’Italia può vantare una normativa sulla disabilità tra le più avanzate. Dalla legge quadro n. 104 del 1992 alla legge n. 68 del 1999 sul lavoro delle persone con disabilità, fino ai testi che hanno disciplinato varie questioni cruciali, come l’accessibilità o l’inclusione nel sistema scolastico, il Legislatore ha sempre colto e spesso anticipato le istanze più moderne provenienti in primo luogo dalle persone con disabilità.

Allo stesso tempo, la piena inclusione nella società resta ancora una sfida da vincere, per assicurare la piena partecipazione delle persone con disabilità, al pari di tutti gli altri cittadini, in tutte le diverse dimensioni e opportunità della vita quotidiana: scuola, lavoro, salute, accessibilità e trasporti, qualità e uniformità dei servizi.

Ma ci sono anche segnali che fanno intravedere una nuova stagione.La ratifica della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità (L. 18/09) riduce la distanza tra norme esistenti e vita reale sulla base del nuovo paradigma che vede al centro i diritti umani, il principio di non discriminazione e di uguaglianza delle opportunità.

Il recente Programma di Azione biennale per la promozione dei diritti e l'integrazione delle persone con disabilità, elaborato dall’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità grazie al contributo di attori pubblici e delle associazioni rappresentative delle persone con disabilità, e successivamente approvato con Decreto del Presidente della Repubblica, costituisce l’indispensabile quadro di riferimento per le politiche nazionali.

Il grande protagonismo delle persone con disabilità, delle loro famiglie e delle associazioni registrato negli ultimi anni – ad esempio sul Fondo non autosufficienza, sulla vita indipendente, su problematiche diffusissime (ma finora sommerse) come l’autismo o su come organizzare il futuro dell’assistenza ai propri congiunti (il diritto alla vita adulta delle persone con disabilità intellettiva e relazionale) – costituisce per la politica una sponda preziosa che fino ad oggi era mancata.

Si tratta degli elementi principali che potrebbero consentire, nel medio periodo, di ridurre quella distanza tra quanto prevede il nostro quadro normativo e quanto si riscontra nella vita reale.