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Le interviste impossibili, ovvero quando Italo Calvino parlava con Montezuma (che era Carmelo Bene)

Il primo luglio 1974 Guido Ceronetti comincia a parlare con Attila.

Ovviamente Attila non è Attila. E’ un giovane Carmelo Bene. E queste sono le Interviste Impossibili, trasmissione in onda sul Secondo Programma della Rai (così si chiamava Radio2), in cui grandi uomini di penna e di cultura (da Alberto Arbasino ad Umberto Eco, da Italo Calvino ad Andrea Camilleri) fingono di trovarsi al cospetto di personaggi celebri della storia, interpretati da grandi attori, e li intervistano in modo originale e arguto. Pagine magnifiche e curiose della storia della radiofonia, che restituiscono ritratti singolari di personaggi celebri e controversi della storia del mondo.

Lucrezia Borgia

 

Da Casanova, sfuggente e pauroso della vendetta delle donne sedotte e abbandonate, a Tutankhamon, solitario e schiacciato dal peso delle responsabilità regali (Carmelo Bene), da Lucrezia Borgia (Anna Maria Guarnieri) all’Uomo di Neanderthal (Paolo Bonacelli), passando per Fregoli (Paolo Poli), Giosuè Carducci (Romolo Valli), Mata Hari (Lisa Gastoni) e Oscar Wilde (ancora Bene), le interviste sono un esempio di sperimentazione notevole e prezioso, un viaggio rigoroso e dissacrante dalla cultura alla storia e ritorno.

Oscar Wilde

"L’originalità del programma" - ricorda Andrea Camilleri - "stava nel fatto che l’intervistatore era veramente l’autore. A un certo punto era l’intervistatore che cominciava a intervistare se stesso. O meglio erano i personaggi storici paradossalmente a intervistare gli scrittori".

Il più restio ad esporsi? Italo Calvino. Si racconta che Vittorio Sermonti dovette sostituirlo al cospetto dell' Uomo di Neanderthal... 

Le interviste impossibili sono sul portale delle Teche Rai, a questo link