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Michelangelo Antonioni

Nato a Ferrara il 29 settembre 1912 Michelangelo Antonioni è morto a Roma il 30 luglio 2007. Dopo un'iniziale attività di critico, gira documentari, tra cui Gente del Po (1947). Esordisce nel lungometraggio nel 1950, e nei suoi primi film (Cronaca di un amore, 1950, La signora senza camelie, 1953; Le amiche, 1955) propone l’analisi del mondo borghese. Affronta la crisi della coppia ne Il grido del 1957. Con la trilogia successiva (L'avventura, 1959; La notte, 1960; L'eclisse, 1962) esprime la difficoltà provocata dal dissidio tra il vecchio che crolla e un nuovo che impaurisce. Anche quando racconta realtà determinate ( come quelle dello sviluppo industriale in Deserto rosso, 1964) o ambienti diversi dal suo (Blow-up, 1966; Zabriskie Point, 1970) finisce per esprimere una situazione di disagio. La sua opera è contraddistinta da un continuo processo di sperimentazione formale (Professione: reporter, 1975; Il mistero di Oberwald, 1980). Del 1982 è Identificazione di una donna, in cui si ritrovano i tipici temi di Antonioni: il vuoto, la solitudine, la morte. Colpito da ictus nel 1985, sta lontano dal set per alcuni anni. Torna a girare nel 1995 grazie a Wim Wenders, con il quale realizza Al di là delle nuvole, da alcuni racconti del suo libro Quel bowling sul Tevere. Lo stesso anno è premiato con l'Oscar alla carriera. Nel 2004 dirige il cortometraggio Il filo pericoloso delle cose, inserito in Eros, film in tre episodi firmati inoltre da Wong Kar Wai e Steven Soderbergh.

Nel nostro Speciale, una ricostruzione della vita e dell'opera di Antonioni, la mostra ferrarese a lui dedicata, la cerimonia di assegnazione del Leone d’oro nel 1964 per il film Deserto rosso, una cronaca sul suo film Il Mistero von Oberwald del 1980, e poi i pareri su di lui dell’illustre critico francese Allain Robbe-Grillet e di Aldo Grasso.