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100 secondi con Alessandro Campi

A Portella della Ginestra, in provincia di Palermo, si riuniscono circa duemila lavoratori della zona di Piana degli Albanesi, per festeggiare il Primo Maggio e per manifestare a favore dell’occupazione delle terre incolte dei latifondi. La gente in festa è colpita, improvvisamente, da raffiche di mitra, provenienti dalle colline circostanti. Muoiono 11 persone, fra cui due bambini.

Portella della Ginestra, spiega lo storico Alessandro Campi, è diventata un simbolo di quella storia politico-criminale che sarebbe stata la storia della Repubblica italiana fin dalla sua fondazione. Portella della Ginestra è il primo dei grandi e interminabili misteri della storia italiana. E’ una strage rimasta impuntita per quanto riguarda i suoi mandanti. Fu eseguita, come si , dal bandito Giuliano e dai suoi uomini. Il bandito Giuliano poi fu ucciso dal suo luogotenente Pisciotta che fu poi ucciso a sua volta. Una catena di omicidi che si sarebbe ripetuta molte volte nella storia dell’Italia repubblicana. E come tante altre stragi non ha avuto mai chiari i suoi moventi e soprattutto non sono mai stati conosciuti i mandanti . Altra caratteristica è che anche in questa strage si definisce quell’intreccio, quel magma di interessi criminali e politici che noi ritroviamo in moltissimi altri eventi della nostra storia. Nella vicenda di Portella troviamo la mafia, troviamo l’affarismo politico, troviamo secondo alcuni la massoneria, troviamo il neo-fascismo troviamo la Cia. Un intreccio fatale che ci ha accompagnato per 50 anni. Qual’è il rischio? Il rischio è che l’intera storia della nostra Repubblica venga raccontata in questa luce. Un grandissimo groviglio all’interno del quale non si riescono a definire responsabilità certe. Una storia politica opaca fatta da persone che agiscono nell’ombra, lo hanno fatto in passato e continuano a farlo anche nel nostro presente. Fare luce su queste vicende è importante proprio per liberarci da quello che sta diventando una sorta di canovaccio politico, giornalistico, storiografico che rischia di non farci capire assolutamente nulla della nostra, già complicata, vicenda storica.